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Tunisia, piano ‘salva-turismo’ dopo la strage del resort

ATTUALITA'

01-07-2015 NUMERO: 22

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Dopo l’attentato di venerdì scorso a Sousse, che è costato la vita a 39 villeggianti europei, il governo di Tunisi è corso ai ripari per supportare l’industria turistica e i suoi lavoratori.

 

Il ministro del Turismo tunisino, Slam al Laouami, ha annunciato misure eccezionali nel settore. Parlando ai media locali, ha spiegato che «queste iniziative serviranno a sostenere il turismo in ogni modo».

 

E dunque:
- Annullamento dell’obbligo del bollo di 15 euro sul passaporto imposto agli stranieri in uscita dal Paese;
- Riduzione dell’Iva dal 12 all’8% per il settore turistico;
- Rinvio del rimborso dei prestiti per il 2015 e 2016 e nuovi prestiti rimborsabili su sette anni, di cui due anni di grazia presi in carico dallo Stato;
- Ripianamento dei debiti fiscali degli operatori turistici;
- Riduzione del 30% sulle tariffe di viaggi aerei e marittimi per i tunisini residenti all’estero, per incoraggiarli a trascorrere le proprie vacanze in Tunisia;
- Oneri previdenziali a carico dello Stato per quanto riguarda i dipendenti degli operatori turistici;
- Cassa integrazione per i dipendenti in disoccupazione involontaria a causa della chiusura degli hotel presso i quali lavoravano.

 

Il Piano straordinario per la sicurezza
A poche ore dall’attentato di Sousse, il premier tunisino Habib Essid aveva già annunciato una serie di “misure immediate” per tutelare i turisti nei luoghi di villeggiatura. Innanzitutto l’istituzione di un’Unità di Sicurezza per una sorveglianza armata intorno a tutti gli alberghi e lungo le coste con il supporto di reparti militari speciali, la chiusura delle moschee illegali, la revisione del decreto relativo alle associazioni in particolare per quanto riguarda la natura e i metodi dei loro finanziamenti.

 

E ancora la chiusura militarizzata delle montagne di Semmema, Mghila, Lella Aicha, Ouuergha, allo scopo di facilitarne la sicurezza, il rafforzamento dei sistemi di verifica nei confronti di tutte le persone sospettate di terrorismo, in collaborazione con il Pubblico Ministero, l’organizzazione di un congresso nazionale per la lotta contro il terrorismo a partire da settembre 2015.

 

Per i prossimi giorni è previsto un Piano di misure complementari adottate dal Consiglio di Sicurezza Nazionale.

 

A tutto ciò si aggiunge poi l’allestimento di una rete di contatti e numeri utili per un canale diretto con il Dipartimento di crisi del ministero del Turismo: per uffici di accoglienza degli aeroporti di Tunisi, Nfidha e Monastir si può contattare il numero +216.98483387. Per alloggi a Sousse +216.98372116, alloggi a Tunisi +216.96012821; Trasporti e logistica +216.97512091; comunicazioni esterne +216.98371179, per guide e traduttori +216.98683383. Per informazioni generali si può invece utilizzare il numero verde 800.100.333.

 

Con il programma di sostegno, seguito di poche ore al piano straordinario di sicurezza, il governo tunisino ha mostrato al mondo occidentale – Italia inclusa – come si gestiscono crisi ed emergenze in modo tempestivo ed efficiente.

Andrea Lovelock

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