Giornale del 13 Luglio 2015

La ‘grande fuga’ da AINeT spiegata da Caraffini

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13-07-2015 NUMERO: Giornale Online

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Luca Caraffini GEO NetworkDopo il rumore, l’analisi: Luca Caraffini (nella foto) non ha remore a chiarire le ragioni dell’uscita di Geo Travel Network, e non solo, da AINeT. «Il progetto – afferma – prevedeva la centralità della distribuzione ed effettivamente, fino a qualche mese fa, l’associazione poteva essere leader sindacale nell’intermediazione. Ma essersi piegati a Confcommercio, che ha preteso una sigla unica con tour operator e altri fornitori di servizi che hanno strategie e obiettivi completamente diversi dai nostri, è stato ed è per noi fuorviante rispetto ai propositi che si era data AINeT».


E ancora: «Non vogliamo e non possiamo far parte di una compagine così eterogenea. Io auguro ogni bene a FTO, ma sinceramente le premesse non sono incoraggianti: Fiavet ha oramai ben pochi soggetti, Federviaggio non è certo rappresentativa delle agenzie e AINeT, così com’è ora, appare debole».


Ecco, allora parliamo dell’attuale forza di AINeT: quanto pesa? «Sono i numeri a parlare – chiarisce Caraffini – L’associazione era arrivata a rappresentare oltre 6mila agenzie. In poco tempo l’hanno abbandonata network come Robintur, Marsupio, ONE! Travel Network; e negli ultimi giorni siamo usciti noi di Geo Travel Network e Welcome Travel Group. Questo significa che, conti alla mano, AINeT oggi aggrega cinque reti – Gattinoni Travel Network, Frigerio Viaggi, Open Travel Network, Le Marmotte e Bluvacanze – e non si superano le 2mila agenzie rappresentate».


E adesso che farà Geo? C’è qualche mossa a sorpresa? Caraffini mette tutti a tacere: «Non abbiamo nessun secondo fine, né un piano B. Non intendiamo entrare in altre case. Per il momento vediamo cosa succederà in generale a livello associativo. Ma non c’è nessun retropensiero».

Andrea Lovelock

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