Giornale del 14 Luglio 2015

Libri: ‘Blues Highway’, un viaggio musicale on the road

DESTINAZIONI

14-07-2015 NUMERO: Giornale Online

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Libro Blues Highway 2015Sono passati oltre 90 anni da quando a New York, davanti agli occhi di Francis Scott Fitzgerald, ruggivano gli anni del jazz. Tempi lontani, perché oggi il jazz delle big band newyorchesi resiste solo nei titoli di testa dei film di Woody Allen.

 

Il blues no. il blues è un albero rigoglioso che continua a gemmare. Perché gli Stati Uniti sanciscono costituzionalmente il diritto a ricercare la felicità, ma sostanzialmente anche quello di esprimere nel blues il proprio cattivo umore.

 

“Quando la notte sei sdraiato a letto e comunque ti rigiri sei scomodo, allora vuol dire che ti ha preso il blues”, disse una volta il bluesman Leadbelly ad Alain Lomax, il cacciatore di ballate più famoso della storia americana, evidenziando il carattere conflittuale di questo genere musicale e dipingendo il rapporto con il blues alla stregua di una tormentata storia d’amore.

 

Storie straordinarie, raccontate ora nel libro “Blues Highway” (Arcana editore) dal giornalista Giuliano Malatesta, che ha percorso oltre 3mila chilometri da Chicago a New Orleans sulla leggendaria Highway 61 che proprio 50 anni fa prestò il suo nome a uno degli album più importanti della storia del rock.

 

Sospeso a metà strada tra reportage e viaggio musicale on the road l’autore ha dormito nelle vecchie sharecropper’s cabin, le baracche dei mezzadri che lavoravano il terreno, girovagato di notte nel South Side di Chicago alla ricerca di sperduti juke joint, visitato quel trionfo del kitsch postmoderno chiamato Graceland, dove Elvis finì “imprigionato” nel suo ultimo periodo di vita, e ripercorso la storia della leggenda del blues, Robert Johnson, un misterioso ragazzo che diede un impulso decisivo alla storia della musica popolare americana del XX secolo. Il tutto raccontando aneddoti, spiegando storie e incontrando chi ancora può aggiungere ricordi e gusto alla scoperta di un pezzo di America meravigliosa e troppo spesso dimenticata.

 

A fare da colonna sonora, naturalmente, la chitarra elettrica di Muddy Water e i meravigliosi “lamenti” di B.B. King. Perché come dicono nel Delta del Mississippi, il blues è un modo di essere prima ancora che un tipo di musica.


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