Giornale del 15 Luglio 2015 - sfoglia il giornale

I tedeschi non rinunciano a Creta, Rodi e Corfù

DESTINAZIONI

15-07-2015 NUMERO: 24

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I rapporti sempre tesi tra la cancelliera Angela Merkel e il governo greco guidato da Alexis Tsipras sembrano non interessare a milioni di turisti tedeschi. Per loro la Grecia continua a essere sinonimo di vacanze al mare e al sole, non certo di banche chiuse o di crisi internazionale. Lo sostiene la Federazione del turismo tedesco (Drv) secondo la quale i tedeschi non hanno annullato le prenotazioni delle loro vacanze in Grecia, anche dopo il voto nel referendum con cui i greci si sono detti contrari agli accordi di Atene con i creditori.


“Anche dopo il referendum, i clienti dei tour operator non hanno cancellato le loro vacanze in Grecia”, ha informato Drv in una nota, precisando che “le sue spiagge restano una delle destinazioni vacanziere preferite dai tedeschi”. Fra 200.000 e 250.000 tedeschi si trovano attualmente in vacanza in Grecia, sempre secondo Drv, un numero destinato ad aumentare nelle prossime settimane quando cominciano le ferie nella maggior parte dei Land e quando quindi il numero di turisti tedeschi che lascerà la Germania alla ricerca di sole, mare e buon cibo crescerà.


Sempre secondo la stessa fonte, l’anno scorso circa 2,5 milioni di tedeschi si sono recati in Grecia, cifra in aumento dell’8,5% rispetto al 2013. Un trend che dovrebbe accelerare ancora di più quest’anno, secondo le previsioni realizzate prima che la crisi greca con i creditori non raggiungesse il suo climax.


La Dvr invita non di meno i turisti tedeschi diretti in Grecia a munirsi di denaro liquido a sufficienza, oltre che di carte di credito, per non ritrovarsi eventualmente a corto di soldi una volta sul posto, se i bancomat dovessero svuotarsi. I tedeschi, che amano particolarmente Creta, Rodi e Corfù, avevano “disertato” il Paese all’apice della crisi finanziaria tra il 2011 e il 2012 preferendo altre mete. Il turismo è un settore di vitale importanza per l’economia greca e rappresenta circa il 20% del Pil.


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