Giornale del 23 Luglio 2015

Crociere, crolla l'Adriatico: persi 113 milioni di euro

NAVIGARE

23-07-2015 NUMERO: Giornale Online

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Francesco Galietti - Clia ItaliaIl mare Adriatico ha registrato negli ultimi 10 anni una crescente importanza nel settore crocieristico, ma il 2014 ha rappresentato una significativa battuta d’arresto, con un calo del 10% dei passeggeri movimentati.

 

Oltre alle questioni che riguardano l’intero Mediterraneo, a pesare in maniera specifica sulla crocieristica nell’Adriatico c’è soprattutto lo stallo di Venezia. La situazione di incertezza relativa alla possibilità per le navi di accedere alla città lagunare sta comprimendo i benefici economici in modo sostanziale non solo per il territorio veneto, ma per tutti i porti adriatici, da Bari ad Ancona e Ravenna, da Dubrovnik a Kotor.

 

Secondo uno studio commissionato da Clia, l’associazione internazionale delle compagnie crocieristiche, l’Adriatico ha registrato meno 113,5 milioni di euro di spesa diretta totale per il biennio 2014-2015, di cui 78,3 milioni di spesa dei crocieristi e dell’equipaggio e 35,2 milioni di spesa delle navi.

 

La Puglia ama le crociere
Con i suoi oltre 500mila passeggeri movimentati nel 2014 e le sue 147 toccate navi, Bari è la seconda città italiana nell’Adriatico per numero di crocieristi, subito dopo Venezia.

 

Più in generale, la Puglia è una regione molto legata alle crociere, come dimostrato dai risultati di una recente ricerca commissionata da CLIA, secondo cui: il 68% dei pugliesi ha un atteggiamento favorevole verso l’industria crocieristica; il 75% dei pugliesi ritiene che la crocieristica crei opportunità lavorative; l’85% dei pugliesi ritiene che le istituzioni debbano trovare una rapida soluzione al problema della rotta delle grandi navi da crociera che entrano a Venezia.

 

«L’Italia è uno dei poli principali della crocieristica a livello globale – ricorda Francesco Galietti (nella foto), direttore nazionale di Clia Italia – Sul versante adriatico, Bari rappresenta una delle destinazioni più importanti. Ma il settore nel nostro Paese ha subito un allarmante rallentamento che sta impattando l’intera regione adriatica. È necessario trovare urgentemente una soluzione per le navi da crociera a Venezia. Se lasciassero la città lagunare, ci sarebbe un forte rischio per l’intero Adriatico – Bari compresa – che potrebbe essere escluso dalle rotte crocieristiche».
www.cruising.org


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