Giornale del 24 Luglio 2015

Uftaa teme l’effetto Lufthansa: aut aut delle adv da Tel Aviv

ATTUALITA'

24-07-2015 NUMERO: Giornale Online

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Mobile - booking - voliÈ la madre di tutte le battaglie: nel rapporto tra adv e compagnie aeree, la fee di 16 euro imposta da Lufthansa è per le associazioni di categoria un segnale inquietante da fronteggiare a dovere. La posta in gioco, infatti, è altissima: il futuro della biglietteria aerea nelle agenzie.

 

In prima fila c’è Uftaa, l’associazione mondiale delle adv, che ha convocato sabato a Tel Aviv una riunione straordinaria della propria Commissione Aerea per rafforzare la netta opposizione al Distribution Cost Charge del vettore tedesco, e più in generale per chiedere a Iata un intervento costruttivo, pena la rinegoziazione di tutte le relazioni tra agenzie e vettori.

 

«Quello di Lufthansa – ha precisato Mario Bevacqua, past president Uftaa che sarà presente a Tel Aviv – è solo il pretesto ottimale, anche dal punto di vista mediatico, per far capire una volta per tutte alle associazioni di categoria e ovviamente a tutte le agenzie di viaggi, che se passa questo concetto di DCC, perdiamo tutto. Si tratta, infatti, di una battaglia ben più ampia che riguarda l’erogazione di servizi in senso generale».

 

«In tale contesto – ha aggiunto – noi agenti di viaggi dobbiamo decidere se vendere biglietti aerei sia ancora conveniente e remunerativo. In caso affermativo dobbiamo non solo rigettare fee come quella ideata da Lufthansa, ma anche rinegoziare tutto il nostro rapporto con i vettori. Se è vero che ancora oggi l’80% della biglietteria aerea transita attraverso le adv, fisiche e online, dobbiamo far valere il nostro lavoro di consulenza con il relativo peso economico che ne deriva».

 

Uftaa, posizione ben chiara
La posizione dell’Uftaa è ben chiara. Sebbene si riconosca che ogni compagnia aerea è libera di scegliere la propria strategia commerciale, è assolutamente illegittimo l’utilizzo del documento di trasporto (STD) o il sistema BSP di Iata per far transitare fee decise unilateralmente dai vettori per trarre un proprio esclusivo vantaggio commerciale. E questo perché un biglietto aereo è un accordo tra cliente e compagnia aerea, mentre una tassa di prenotazione o la cancellazione della prenotazione è una questione puramente operativa tra compagnia aerea e agente di viaggi, con risoluzioni Iata che la regolamentano da anni e con specifiche norme che non consentono l’inserimento di fee di altra natura. Pertanto il ragionamento di Uftaa è fin troppo semplice: è del tutto improprio confondere due attività commerciali nettamente separate da regolamentazioni fissate in sede Iata.

 

La risoluzione Iata (850) afferma con chiarezza che in ADM non è contemplabile la riscossione di canoni di gestione, poiché è uno strumento finalizzato solo alla raccolta di somme che derivano dall’emissione dei biglietti.

 

L’Uftaa ha già pronta la contromossa operativo-amministrativa da sottoporre a Lufthansa e a tutte le compagnie aeree che dovessero decidere in futuro una manovra simile: si tratta della fatturazione contabile per ogni singolo biglietto aereo, che significherebbe un pesantissimo aggravio amministrativo, certamente antieconomico per il vettore.
www.uftaa.org

Andrea Lovelock

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