Giornale del 27 Luglio 2015

Aquileia al WTE, pioniere dell’Unesco in Italia

UNESCO

27-07-2015 NUMERO: Giornale Online

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Aquileia - Fondo Pasqualis-Mercati - Fondazione AquileiaLa friulana Aquileia può vantarsi di essere stata tra i primi siti italiani a ottenere la certificazione Unesco. «Era il 1998 – ricorda Cristiano Triussi, direttore della Fondazione Aquileia – e per noi ricevere quel riconoscimento, che di fatto certificava l’importanza storica e culturale dei nostri luoghi, ha rappresentato un motivo di grande orgoglio di cui andiamo molto fieri».

 

La città in provincia di Udine prenderà parte al WTE-World Tourism Expo anche quest’anno (Padova, 18-20 settembre). «Si tratta di una manifestazione molto importante e utile per il settore – spiega – Ci siamo sempre trovati bene, anche se l’edizione di Padova è stata leggermente superiore rispetto a quella di Assisi. Il pubblico e il target che vi prendono parte sono di alto livello».

 

A settembre Aquileia stupirà i visitatori del suo stand con effetti speciali. «Messa così forse è un po’ esagerato – si corregge – ma di certo abbiamo lavorato tanto per catturare l’attenzione di chi verrà a trovarci. I visitatori avranno la possibilità di navigare attraverso una decina di ricostruzioni virtuali dell’antica Aquileia e si potrà anche scaricare un’app per navigare in maniera interattiva. Tutte le ricostruzioni sono state realizzate da un team di esperti e di archeologici».

 

Anche grazie alla sua posizione geografica, Aquileia lo scorso anno ha potuto contare su numeri importanti. «Sono stati circa 500mila i nostri visitatori – dice con orgoglio Triussi – il 30% dei quali stranieri. Il nostro turismo è essenzialmente culturale e scolastico, ma anche in parte religioso, grazie alla Basilica patriarcale. Godiamo anche di un turismo “di ritorno”: la città dista appena 12 chilometri da Grado, una delle più importanti località balneari del Friuli Venezia Giulia».

 

La Fondazione Aquileia, nata nel 2008, è comunque molto attiva nel promuovere un certo tipo di turismo, quello responsabile, che rappresenta una delle prerogative dell’Unesco. «Da sempre ci occupiamo della valorizzazione del sito attraverso gli scavi e attraverso la conoscenza, due temi per noi cruciali. Con gli scavi – spiega il direttore – tendiamo ad aprire il più possibile i cantieri, mentre per quel che riguarda la conoscenza organizziamo numerosi talk-show e dibattiti, ma molto importanti sono anche i laboratori didattici per i bambini dai cinque ai 10 anni, le rievocazioni storiche, per finire con il festival del cinema archeologico, che coinvolge le realtà simili alla nostra in tutto il mondo».

Antonio Savarese

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