Giornale del 23 Settembre 2015 - Speciale Focus Business Travel - sfoglia il giornale

I businessman volano in Premium Economy

FOCUS BUSINESS TRAVEL

23-09-2015 NUMERO: 25

Invia
Premium EconomyBudget in calo ed esigenze di comodità. Da qualche anno sono molte le compagnie aeree in giro per il mondo che hanno deciso di inserire sui propri voli a lungo raggio le cabine di Premium Economy, dove viaggiare è meno faticoso che in classe Economica e dove l’illusione di essere un passeggero di Business è palpabile.


Sono passati parecchi anni da quando per la prima volta fu introdotto nel mondo dell’aviazione civile un servizio di Premium Economy: nel 1992, a opera di Virgin Atlantic. Dopo di allora, molte compagnie aeree hanno deciso di allargare la propria offerta con un prodotto spalmato su tre diverse classi. Da British Airways, con la sua World Traveller Plus che punta molto su un’esperienza culinaria da vivere a bordo e alla privacy dei passeggeri, alle più recenti Lufthansa e Singapore Airlines, che entro la fine di quest’anno vedranno il “decollo” delle loro Premium Economy. Il motivo è facile da capire: in tempi di crisi come quello che stanno vivendo parecchie aziende, le travel policy si sono fatte sempre più rigorose e la regola, per molti, è diventata quella di far viaggiare i propri dipendenti in Economy, sia nei viaggi continentali che in quelli intercontinentali

 

Del resto, a leggere gli ultimi dati rilasciati dal Premium Traffic Monitor di Iata, il traffico di First e Business ha continuato la flessione. Risultato: nel 2014 il suo incremento è stato appena del 2,6% contro il +3,8% di quello registrato in Economy.


Quanto conviene?
Pitch più ampi (fino a 96 cm, contro gli 80 cm in media dell’Economy), check-in e imbarchi prioritari, priorità anche nel ritiro dei bagagli, policy più generose su quanto è possibile portarsi in cabina, menù e intrattenimento di bordo più ricco, prese Usb e laptop, schermi individuali Lcd da 10-12 pollici, cuffie anti-rumore, connessione wi-fi. Insomma, per chi vola in Premium Economy i plus non sono davvero pochi. Ma i prezzi dei biglietti? Secondo il sito SeatGuru.com, la tariffa su una rotta transatlantica è di almeno l’85% in più rispetto a quella di Economy e, comunque, equivale a circa il 65% in meno di quanto si pagherebbe, sulla stessa rotta, in Business. Con la differenza che in “classe d’affari” qualsiasi compagnia offre un prodotto con circa il 50% in più di spazio per le gambe, oltre a catering, servizi a terra e a bordo di qualità decisamente superiore. “Quando il costo extra è del 10-15% rispetto a una Economy tradizionale, scegliere una Premium può rappresentare un buon affare», dice ancora il sito web che rappresenta la Bibbia dei frequent flyer di tutto il globo.

 

Caro voli nel settore energy

Tariffe aeree all’insù nel 2016 per le destinazioni che in giro legate al settore energetico. A dirlo l’annuale edizione di Energy, Resources and Marine Forecast redatto dalla divisione specializzata di Carlson Wagonlit Travel, che evidenzia come, in generale, si andrà incontro a una tendenza generale al rialzo dei prezzi dei biglietti. «Il modo di viaggiare nel settore Energy, Resources & Marine sta subendo molteplici cambiamenti e sta diventando sempre più complesso», ha spiegato Monisa Cline, senior vice president di CWT Energy, Resources & Marine. Tra le aree in cui sono attesi i rialzi più forti, ci sono Dar El Salam (+10,2%); Mumbai (+7,4%); a Caracas (+6,3%), in calo invece Calgary (-10,2%) e Nairobi (-4,5%).
 

Lufthansa, sì o no?

La Distribution Cost Charge di Lufthansa è appena partita. Ma cosa cambia per il business travel? Si va dalla posizione del presidente di Uvet Luca Patanè – «Non la vendiamo più» – a quelle più possibilistiche delle altre tmc. «È una fase di transizione, ma ciò che meraviglia, in Lufthansa, è l’assoluta assenza di sistemi tecnologici integrabili in modelli, come quelli delle tmc», ha detto Domenico Pellegrino, managing director del Business Travel di Cisalpina Tours. Nessuna conseguenza anche per Antonio Calegari, ad di CWT Italia: «Le aziende continueranno a guardare al costo totale del biglietto e a valutare in funzione della combinazione tra prezzo e comodità del volo». «Il ruolo di una tmc non cambia, anzi il valore aggiunto che siamo in grado di fornire è così elevato che ci sarebbe da preoccuparsi se un cliente decidesse di usare internet solo per non pagare il sovrapprezzo», aggiunge Davide Rosi, ceo di BCD Italia.

Giorgio Maggi

Ultimi articoli in FOCUS BUSINESS TRAVEL