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No wifi? No check-in per i viaggiatori d'affari

FOCUS BUSINESS TRAVEL

23-09-2015 NUMERO: 25

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Wifi zoneIl 2015 sarà un anno da incorniciare per l’industria alberghiera. A dirlo sono i dati forniti da Ernst&Young nel suo ultimo studio Global hospitality insights - Top thoughts for 2015, secondo cui saranno addirittura 1,3 milioni le nuove camere immesse sul mercato. Tra le aree geografiche in più forte crescita, ci sono non soltanto il continente americano nel suo complesso, il Medio Oriente o l’Asia, con Cina e India a farla da padrone. Ma anche la cara e vecchia Europa, Italia compresa.

Cosa cercano?
Ma cosa cercano veramente i viaggiatori d’affari quando arrivano in un hotel? Strutture indipendenti o grandi catene, poco importa. Se si guarda alla recente ricerca di Hrs relativa al mercato italiano, l’89% dei manager in trasferta ritiene un elemento chiave dell’hotel del futuro il mantenere, seppure in forma ridotta, la componente umana del servizio (assegnando a questo fattore un valore di importanza compreso tra 7 e 10); addirittura il 96% di loro mette al primo posto l’automazione tramite l’uso di app nei processi di front office, in modo da velocizzare le procedure di check-in, check-out, l’accesso alle stanze e il pagamento.


Connessione efficiente
Per tutti, infine, l’albergo del terzo millennio deve assolutamente avere il servizio wifi aperto e gratuito che rappresenta un plus irrinunciabile quando si prenota un albergo. Purché funzioni a dovere, però. Per orientarsi nella scelta di una struttura piuttosto che di un’altra, il sito web HotelWifiTest.com ha monitorato 100mila alberghi in tutto il mondo attraverso i test effettuati dagli ospiti utilizzando la sua piattaforma.Ebbene, la catena alberghiera con il wifi migliore è Nordic Choice, gruppo alberghiero norvegese: l’85% delle sue strutture offre una connessione di qualità “adeguata”, per di più gratis nel 100% degli alberghi. Al secondo posto c’è Radisson Blu, con il 69% degli alberghi che hanno wifi di qualità, e al terzo Renaissance, con il 61% delle strutture attrezzate di buon wifi, anche se solo il 30% lo offre gratuitamente.


A seguire, altri brand prestigiosi come Mercure, Ibis/Ibis Styles e InterContinental, mentre la decima posizione è per Marriott (54% degli alberghi con wifi a prova di bomba, ma solo il 18% che lo offre gratis).
 
Italia, meno strutture indipendenti
In crescita sia il turismo d’affari che quello leisure, in Italia è tornato anche l’interesse degli investitori: fondi immobiliari e sovrani o i cosiddetti HNWI (High Net Worth Individual, ndr) attratti da un mercato alberghiero in evoluzione dove, finalmente, le catene alberghiere – soprattutto quelle di fascia alta – stanno accrescendo il proprio peso relativo. Risultato: diminuiscono gli alberghi indipendenti, come certifica il report Catene alberghiere in Italia 2015, realizzato da Horwath Htl in collaborazione con Str Global.

 

La penetrazione delle catene alberghiere ha raggiunto quota 12,8%, con una concentrazione significativa nei 5 stelle, dove il marketshare sale al 29%, mentre se si prendono in considerazione anche i 4 stelle, le struttute di catena detengono quasi i tre quarti delle camere disponibili. Insomma, mentre continuano a calare gli alberghi a 1 e 2 stelle, minacciati dalla concorrenza di forme di ospitalità alternativa, crescono quelli di fascia alta, grazie anche al rinnovato interesse dei maggiori gruppi internazionali.

 

Sempre più alberghi di lusso

«Una svolta è in atto. Siamo tornati a essere attrattivi». Lo ha detto recentemente in un’intervista Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria Alberghi. Solo per restare agli ultimi mesi, infatti, le grandi catene hanno fatto a gara per aprire hotel di categoria lusso soprattutto in città come Milano, Roma, Venezia e Firenze. Proprio nel capoluogo lombardo ha aperto da poche settimane il primo Mandarin Oriental tricolore, che si va ad aggiungere all’appena rilanciato Gallia di Starwood e a Il Duca del gruppo Melià Hotels International. Insomma, l’Italia ha ancora molte potenzialità non sfruttate, come dimostra l’acquisizione di Unahotels da parte di Atahotels del Gruppo Unipol: un’operazione che dovrebbe prendere forma definitiva entro la fine dell’anno, portando alla creazione di un piccolo gigante nel comparto dei 4 stelle, con ben 50 hotel.

Giorgio Maggi

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