Giornale del 05 Ottobre 2015

I big delle crociere fedeli alle agenzie:

'Le commissioni non si toccano’

NAVIGARE

05-10-2015 NUMERO: Giornale Online

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Possono dormire sonni tranquilli le adv riguardo alle strategie commissionali delle compagnie crocieristiche, dopo le bufere scoppiate nel trasporto aereo: nessuna rivisitazione delle commissiioni, né tantomeno introduzioni di surcharge sulla falsariga di  quello di alcuni aerolinee. Lo hanno ribadito i vertici delle tre maggiori compagnie - Costa Crociere, Msc Crociere e Royal Caribbean - a margine dell’Italian Cruise Day di Civitavecchia.

 

Per Carlo Schiavon, direttore commerciale e marketing di Costa, “siamo molto distanti dalle politiche adottate dai vettori aerei. La distribuzione, almeno con noi, può stare tranquilla, semmai chiederemo proprio ai nostri partner adv di allargare il target di riferimento e questo perché con l’introduzione di nuove navi ci sarà bisogno di alzare il livello di penetrazione nel mercato dei viaggi".

 

Gli ha fatto eco Leonardo Massa, country manager Italia di Msc Crociere: “Ad oggi non c’è all’orizzonte alcuna revisione nelle nostre politiche commissionali, anche perché sarebbe illogico penalizzare il canale attraverso il quale MSC genera il 94% del suo venduto. E’ vero, semmai, il contrario: nell’ultimo anno le commissioni alle adv sono cresciute, a riprova del valore che ha per noi l’universo delle adv. C’è però una preoccupazione che va evidenziata: reputo pericoloso l’inacapacità di certe agenzie (per fortuna non tante) di adeguarsi alle esigenze della clientela, sia in termini di tecnologia, che di prodotto. Va da sé che, al contrario, chi intermedia a dovere le nostre offerte avrà sempre e comunque il massimo supporto dal nostro staff".

 

Anche Gianni Rotondo, direttore generale RCL in Italia, conferma: “Escludo totalmente che ci sia il rischio di ritoccare commissioni o introdurre tasse o fee vessatorie nei confronti di adv, né tantomeno dei clienti. E credo che questo pericolo non si prospetterà mai perché mentre quello aereo è un prodotto-commodity dove ormai è lo stesso consumer ad accedere alle offerte e compiere le sue transazioni, quello crocieristico è un prodoto che necessita la consulenza dell’adv, vero valore aggiunto in termini commerciali".

 

E sulla sfida di sviluppare il bacino di crocieristi italiani, alzando la soglia a due milioni di clienti, i rappresentanti delle tre compagnie crocieristiche di riferimento hanno condiviso la riflessione che, laddove verranno compiuti adeguati investimenti su infrastrutture portuali e sulla intermodalità su singoli territori, sarà possibile decentrare anche il flusso negli scali d’imbarco rispetto ai tre poli di riferimento (Civitavecchia, Venezia e Napoli).

 

"Noi già serviamo 13 scali portuali italiani – ha specificato Massa di Msc – alcuni dei quali decentrati, come ad esempio Salerno, Messina e Ancona, per cui saremmo pronti ad attuare una diversificazione accentuata nei punti d’imbarco". Anche Rotondo rilevato che Royal Caribbean tocca già 15 porti italiani e una possibile implementazione di punti d’imbarco, se ci fossero anche le condizioni commerciali, non sarebbero certo un problema operativo.

Andrea Lovelock

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