Giornale del 05 Novembre 2015 - Speciale Neve - sfoglia il giornale

Mia 'cara' settimana bianca

Speciale Neve

05-11-2015 NUMERO: 31

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Neve - famiglia

Nei favolosi anni ‘80 andare in settimana bianca rappresentava una sorta di status symbol: era il periodo del secondo boom economico per l’Italia e tornare dalla neve con il volto abbronzatissimo, quando la moda delle lampade non era ancora scoppiata, significava appartenere a un certo target sociale che, in un modo o nell’altro, anche le famiglie del ceto medio cercavano di emulare. Parliamo di un’epoca d’oro quando a Cortina, Madonna di Campidoglio o Courmayer andavano in scena impiegati e dirigenti, operai e imprenditori, insieme a nobili e burini immortalati in pellicole natalizie che hanno fatto storia.


Altri tempi. Negli ultimi anni si è registrato, vuoi per la crisi economica, vuoi perché le mode passano, vuoi perché si preferisce staccare poco e spesso durante i weekend piuttosto che per un periodo lungo, un brusco calo del numero di famiglie italiane che usufruiscono di queste vacanze extra per dedicarsi a sci, bob, baite e focolari.

 

Federalberghi: nel 2014 un calo del 3,7%
Lo confermano i dati stilati da Federalberghi al termine delle vacanze invernali 2014: nel periodo gennaio-marzo dello scorso anno, i vacanzieri da neve sono diminuiti del 4,3%, mentre gli sciatori sono aumentati del 6,4%. Gli appassionati della neve hanno prediletto quindi per il 68% i weekend e solo il 32% ha scelto ancora la formula della settimana bianca. 

 

Nel dettaglio, l’anno scorso 3,64 milioni di italiani (rispetto ai 3,78 milioni del 2013) hanno trascorso una settimana bianca, segnando un calo del 3,7%.

 

A favorire questa tendenza sono stati i costi, aumentati per le vacanze di più giorni e invariati per i weekend. Per quanto riguarda le settimane bianche è infatti in leggera crescita la spesa media pro-capite ottenuta considerando tutte le voci di spesa (viaggio, vitto, alloggio, impianti e corsi di sci, divertimenti): 636 euro a persona, rispetto ai 628 euro registrati nel 2013 (+1,3% in lieve crescita rispetto all’inflazione). Invariata, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, la spesa media pro-capite per chi ha fatto weekend sulla neve: pari a 375 euro. Il giro d’affari delle settimane bianche 2014 è stato di 2,31 miliardi contro i 2,37 del 2013.

 

Il calendario scolastico non aiuta
Il calendario scolastico nazionale, tra l’altro, non aiuta. Anche quello 2015/16 prevede una settimana lontano dai banchi di scuola, feste comandate a parte, soltanto per la Provincia autonoma di Bolzano (dall’8 al 12 febbraio). “E ci mancherebbe”, direbbero in Alto Adige. Per il resto in qualche Regione, come Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Trentino si è ‘rubato’, non senza polemiche tra gli albergatori e le amministrazioni locali, appena qualche giorno da passare sui banchi, sempre a cavallo del Carnevale. 

 

Parliamo, ovviamente, di scuole pubbliche. Già, perché quelle private di tutta Italia, frequentate dai bambini di ceto economico medio-alto, in numerosi casi prevedono una finestra, ovviamente nel mese di febbraio, dedicata proprio alla settimana bianca. 

 

L’identikit di chi va in vacanza
Ma qual è l’identikit di chi fa questo tipo di vacanza? Solitamente si tratta di famiglie che la programmano con largo anticipo, sono abitudinarie, ovvero difficilmente cambiano hotel, piste e istruttore di sci per i più piccoli, viaggiano in compagnia di altri amici che hanno bambini coetanei e raramente si rivolgono alle adv.

 

A questo identikit negli ultimi tempi se ne sta affiancando un altro: quello del viaggiatore low cost. Evitare il lusso e le spese eccessive ma allo stesso tempo godersi una vacanza sta diventando sempre più una necessità. Insomma, sempre più italiani, pur di non rinunciare alla settimana bianca stanno facendo di necessità virtu e sono a caccia di soluzioni intelligenti per risparmiare.

 

Si evitano così i ristoranti di lusso preferendo le trattorie tradizionali e non si prenota negli hotel con 4 stelle ma in strutture tipiche, di sicuro più economiche. Gli sci e il vestiario da neve restano quelli dell’anno precedente con buona pace dell’esibizionismo e le eventuali escursioni si organizzano da soli attraverso internet.

Antonio Savarese

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