Giornale del 21 Luglio 2016 - sfoglia il giornale

La sfida di Battisti per Federturismo:

«Casa comune e strategie digital»

ASSOCIAZIONI

21-07-2016 NUMERO: 25

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Una casa comune dove tutte le componenti della filiera turistica devono e possono fare la loro parte per rilanciare il grande brand Italia: il “sogno” di Gianfranco Battisti, neo presidente di Federturismo, è uscito dal cassetto per diventare progetto. «Abbiamo già cominciato ad analizzare l’uso delle tecnologie digitali, come si muovono gli operatori globali, per lanciare una sfida ragionata», afferma.

Qual è il punto di partenza della sua Federturismo?

«Sicuramente si comincia dalle imprese, individuando i segmenti di business e rovesciando la piramide. Ripartiremo dai territori per intercettare le loro esigenze e fare realmente sistema con tutti, dagli operatori agli albergatori, dalle agenzie di viaggi ai ristoratori, dalle grandi aziende di catering ai vettori della mobilità. Non a caso nella nuova squadra ai vertici di Federturismo ci sono specialisti, come ad esempio Marina Lalli, vice presidente e grande esperta del termalismo».

Dove concentrerete le maggiori risorse?

«Innanzitutto nel recupero del rapporto qualità-prezzo per colmare quel gap che ci vede dietro la Spagna, la Croazia e la Grecia, dove i pacchetti turistici vengono venduti con una differenza media a loro favore di almeno 150 euro. Occorre poi sviluppare la digitalizzazione per intercettare i trend, capire i comportamenti dei vari mercati, le dinamiche su prenotazioni e vendite. Non a caso Federturismo ha già coinvolto consulenti specializzati per lavorare in ogni settore nel monitoraggio di questi dati. E poi c’è la stagionalità: l’Italia registra una forte, esagerata, concentrazione su un unico periodo dell’anno l’estate. In tal senso la federazione vuole farsi promotrice di grandi eventi, aggregare imprese e allestire un’offerta integrata che assicuri occupazione e presenze turistiche in tutti i mesi. E ancora, lavorare sull’accessibilità delle mete coinvolgendo ferrovie, vettori aerei, bus operator e compagnie crocieristiche per lanciare modelli di intermodalità che consentano ai turisti, con un unico biglietto di viaggiare nel nostro paese con diversi mezzi».

Quali sono le altre scommesse della federazione?
«Sicuramente la formazione: abbiamo già finalizzato accordi con la Luiss, ma vogliamo estenderli ad altri poli universitari come la Bocconi perché si devono produrre le nuove figure professionali che chiede il mercato, che richiedono le imprese. Ecco perché studieremo nuove formule di stage. Vogliamo creare corsi di alta formazione manageriale per il turismo, coinvolgendo anche le scuole professionali. C’è un dato allarmante: solo il 17% del personale d’albergo del nostro settore ricettivo ha un titolo di studi superiore. Così non si va lontano. Altre sfide riguardano un osservatorio statistico attendibile e una sinergia con Confindustria per cui nel futuro in ogni delegazione che si reca all’estero ci sarà una rappresentanza di Federturismo. E infine servizi agli associati, come lo sportello-lavoro e un puntuale monitoraggio sui finanziamenti europei intercettabili per le imprese turistiche».

Come verrà impostato il vostro rapporto con il Mibact e con l’Enit?

«Abbiamo la sensazione che ci sia finalmente una nuova atmosfera nelle cabine di regia del turismo e vogliamo condividerla. Faremo la nostra parte nel Piano strategico per il turismo, così come vogliamo essere al fianco della nuova Enit»
Andrea Lovelock

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