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Viaggi d'affari: la first class del Golfo guadagna mercato

FOCUS BUSINESS TRAVEL

28-09-2016 NUMERO: 27

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Da dove passano i viaggiatori d’affari europei per raggiungere l’Asia e, più in là, Australia e Nuova Zelanda? Se fino a pochi anni fa l’unica alternativa era imbarcarsi su qualche volo in partenza dai grandi hub del vecchio continente (Parigi CDG, Londra Heathrow, Francoforte, Monaco di Baviera, Amsterdam Schilpol), adesso la crescita inarrestabile di Emirates, Etihad e Qatar Airways del Golfo ha cambiato radicalmente la geografia dei collegamenti tra l’Europa e i cosiddetti Paesi Apac (Asia Pacifico).

A certificarlo, in modo inequivocabile, è stato il team di Amadeus Travel Intelligence che, sulla base delle 10 rotte più importanti tra queste due aree – da Francoforte, Monaco, Amsterdam, Parigi e Londra per Bangkok; da Londra per Delhi, Mumbai e Hong Kong; da Parigi per Tokyo e Seoul – ha rilevato come tra il 2014 e il 2015 i volumi di traffico delle tre big del Golfo siano aumentati del 67% per i passeggeri di first class, e del 47% per quelli di business.

Una cifra che non lascia spazio a molti dubbi su quali compagnie abbiano perso le corrispondenti quote di mercato, soprattuttto se si tiene conto che la flessione dei vettori europei si è verificata anche per i biglietti meno remunerativi visto che, prendendo in considerazione anche l’economy, le compagnie del Golfo hanno complessivamente registrato un +7%.
Incremento simile anche sul fronte degli aeroporti, visto che negli ultimi due anni anche gli hub del Medio Oriente come Abu Dhabi, Doha e Dubai hanno fatto vedere una crescita del traffico sulle rotte tra vecchia Europa e Paesi Apac dell’8%.

Merito, ovviamente, dell’aumento di capacità messo in campo negli ultimi tempi dai tre vettori che, stando ai dati del sito specializzato anna.aero, in termini di decolli settimanali dai rispettivi hub hanno mostrato una crescita del 4,9% per Etihad, del 5,5% per Emirates e addirittura del 16,6% per Qatar Airways. Risultato: in questo modo, la compagnia di Doha è riuscita nell’impresa di superare Emirates nel numero di destinazioni dirette servite, arrivando a 142 (un anno fa erano “solo” 126), contro le 129 del vettore di Dubai (erano 121) e le 88 servite da Etihad (erano 87 un anno fa).

Molte le destinazioni inaugurate ai quattro angoli del pianeta che, nel caso di Emirates e di Qatar Airways, hanno visto coinvolta anche l’Italia con l’apertura, rispettivamente, di Bologna e di Pisa.
Nella classifica dei mercati, poi, anche se l’espansione più consistente è avvenuta negli Stati Uniti (seguiti da Australia e Regno Unito), è stata l’Europa nel suo complesso a registrare un disceto balzo in avanti. Tra i principali 15 bacini di traffico per le tre big mediorientali, infatti, cinque sono nel Vecchio Continente, con l’Italia al terzo posto dietro la Germania, e con la sola Francia ad avere visto nell’ultimo anno una riduzione di offerta del 3% in termini di Ask (Available Seat Kilometres).


Con l’avvio della prossima stagione invernale, poi, l’offensiva di Emirates, Etihad e Qatar Airways non promette di smettere. A partire dal prossimo 30 ottobre, infatti, se Emirates riprenderà a volare su Conakry (Guinea), Etihad Airways rilancerà il volo su Venezia, sospendendo al contempo le operazioni su Almaty e Larnaca nella stagione invernale. Dal canto suo, infine, Qatar Airways lancerà cinque nuove rotte per Windhoek (dal 28 settembre), Helsinki (10 ottobre), Krabi (6 dicembre), Mahé (12 dicembre, rilancio) e Auckland (a partire dal 1° febbraio 2017).

G.M.

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