Giornale del 14 Ottobre 2016 - Speciale Ttg Incontri 2016 n°2 bis - sfoglia il giornale

#Sapevatelo, il glossario per i professionisti del turismo

Speciale TTG Incontri

14-10-2016 NUMERO: 29 bis

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Chi non ha mai sentito parlare di Albergo diffuso, braggies, prosumer o selfness? Ecco la quarta puntata del glossario per i professionisti del turismo con nuove tendenze, parole e modi di dire utili per lavorare nell'industria dei viaggi.

 

Albergo Diffuso. È una tipologia di impresa ricettiva alberghiera, di recente diffusione in Italia e in Europa, situata in un unico centro abitato, con alloggi sparsi in diverse strutture. I servizi offerti non differiscono da quelli degli alberghi, ma gli edifici sono generalmente stabili antichi di pregio, ristrutturati e ammobiliati, dove l’impatto sull’ambiente è bassissimo, perché si restaura, non si costruisce.

Average Room Rate (ARR)
. Rientra tra i parametri che rilevano la performance di una struttura. È un indice che mostra il ricavo medio per camera e può essere determinato nel tempo, e quindi calcolato a livello giornaliero (Average Daily Rate) o mensile (Average Monthly Rate).

Bannare. Escludere, temporaneamente o permanentemente, un utente di internet dall’accesso a una comunità virtuale nel caso in cui questi abbia più volte compiuto infrazioni delle regole stabilite dalla netiquette.

Braggies. Dall’inglese “to brag”, ovvero vantarsi, fare lo spaccone. Con questo termine ci si riferisce a tutti quei selfie scattati in famose località di vacanza, pronti a essere pubblicati sui social network, con il preciso intento di farli vedere ai propri amici o follower.

Business Plan. La traduzione letterale in italiano è piano d’affari. Si tratta di uno strumento strategico operativo che serve ad analizzare tutti gli elementi di un progetto imprenditoriale, al fine di valutarne la sua fattibilità e le conseguenti ricadute economiche per l’investitore.


Loyalty. È un termine che indica la fedeltà del cliente (customer loyalty) nei confronti di una marca (brand loyalty). Questo rappresenta un obiettivo di primaria importanza per le imprese che, in questo modo, possono avere continuità di profitti nel lungo periodo.

Prosumer. È il destinatario di beni e servizi che da soggetto passivo si è trasformato in attore attivo, quindi partecipa a pieno alle diverse fasi del processo produttivo. Il consumatore, quindi, diventa fruitore e produttore al tempo stesso delle informazioni, acquisendo la capacità di influenzare, grazie alla forza del web, sempre più capace di incidere sul fatturato di un’impresa, l’acquisto di altre persone.

Premium Price. È quel prezzo più alto che si applica ai prodotti di marche leader sul mercato, ritenuti, nella mente del consumatore, non facilmente sostituibili da altri concorrenti. È praticamente il costo maggiore che chi acquista è disposto a sostenere in quanto in un determinato bene o servizio percepisce una migliore qualità rispetto alla concorrenza e un posizionamento distintivo dello stesso.

Selfness. È un termine coniato da Matthias Horx che va ad accostare il mondo del wellness alla scoperta di sè, del proprio interiore, prospettando di conseguenza una nuova cultura dell’autocambiamento.

 

Così si calcola il bilancio aziendale
Return on Investment (ROI). È un parametro che rappresenta il rendimento economico di tutto il capitale impegnato, valutando quindi l’efficienza della gestione caratteristica e accessoria. In pratica, dice quanti soldi vengono generati a seguito di un investimento.
 

Return on Equity (ROE). È il ritorno che un’azienda riceve rispetto al capitale investito di tasca propria, escluso il denaro in prestito. In sostanza, indica in termini percentuali il rendimento di un’impresa per i portatori di capitale di rischio.


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